L’ORCHESTRA DI DRESDA
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Dom 6 Aprile

Seminario Arcivescovile di Vercelli

ORE 17:30

Concerti | Antiqua Vercelli | Concorso Viotti | Il Quartetto con i giovani | Tutti gli eventi

L’ORCHESTRA DI DRESDA

ACCADEMIA DEL RICERCARE

Umberto Jorn, Stefano Ruffo – corni
Arianna Zambon, Manuel Staropoli – oboi
Silvia Colli – violino principale

Efix Puleo, Artem Dzeganovskyi, Yayoy Masuda, Paola Nervi – violini
Elena Saccomandi, Alessandro Curtoni – viole
Alberto Pisani – violoncello
Federico Bagnasco – violone
Cecilia Medi – fagotto
Claudia Ferrero – cembalo

Programma

Antonio Vivaldi (1678 – 1741) | Concerto in Fa maggiore RV 571 

Johann Georg Pisendel (1687 – 1755) | Sonata in Do minore

Antonio Vivaldi | Concerto in Fa maggiore RV 574

Johann Georg Pisendel | Concerto a Due oboi Concertati in Mib maggiore

Antonio Vivaldi | Concerto per la Solennità di San Lorenzo in re maggiore RV 562

Biglietti

INGRESSO € 10

RIDOTTO € 8

La spontaneità dell’invenzione melodica, la vivacità ritmica che anima anche i nessi armonici più risaputi, la raffinatezza delle soluzioni timbriche adottate e la chiarezza sul piano formale sono alcuni dei pregi della musica strumentale di Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741) che fanno sì che ancora oggi la sua opera sia molto frequentata e apprezzata anche presso un pubblico di non addetti ai lavori. Quanto all’entusiasmo e all’ammirazione che la figura del “Prete Rosso” ha suscitato presso i suoi contemporanei basterà citare il caso di Johann Sebastian Bach, che studiò e trascrisse (o, meglio: elaborò) diversi concerti del collega italiano. Uno dei meriti che vanno ascritti a Vivaldi è di aver dimostrato che ogni strumento è nobile e ben si adatta al ruolo di solista: dal mandolino alla tromba, dalla viola d’amore all’ottavino, non c’è strumento al quale egli non abbia dedicato un concerto che lo coinvolga almeno come comprimario. Emblematico, in tal senso, il curiosissimo concerto per la Solennità di San Lorenzo RV 562, che chiama in causa due Oboi e due corni naturali, dove spicca il virtuosismo del violino solista che ben rappresenta le capacità tecniche di Vivaldi e a sua volta dell’allieva della Pietà a cui il concerto era destinato. I tre concerti vivaldiani proposti da questo impaginato, pur non spingendosi fino a questi estremi, valorizzano un organico nel quale figurano rimarchevolmente due oboi e due corni da caccia (strumenti a bocchino precursori degli odierni corni francesi o corni tout – court) oltre all’usuale compagine di archi e al basso continuo: tale era l’organico di una delle più prestigiose compagini orchestrali attive all’epoca di Vivaldi, la Kurfürstlich – Sächsische und Königlich – Polische Kapelle (Cappella reale elettorale di Sassonia e Polonia). A margine si noti che tale orchestra è attiva ancora oggi sotto il nome di Sächsische Staatskapelle Dresden (Cappella di Stato di Sassonia, Dresda) ed è una delle più rinomate orchestre a livello mondiale. Per questa orchestra furono composte molte musiche dal  celebre Johann David Heinichen (Krössuln, oggi parte della città di Teuchern, 1683 – Dresda, 1729) ma in particolar modo sentiremo alcune opere (come il Concerto per due oboi e la Sonata per due oboi, archi e basso continuo) di Johann Georg Pisendel (Cadolzburg, presso Norimberga, 1688 – Dresda, 1755). Pisendel (Allievo di Heinichen e successivamente anche di Vivaldi) fu dapprima violinista e poi Kapellmeister presso la stessa Cappella reale: il numero di composizioni che ci sono pervenute è scarso, ma la qualità della sua produzione è altissima; inoltre, la sua fama di virtuoso lo rese, ai suoi tempi, un interprete di riferimento, e sembra che le Sonate e Partite per violino di Johann Sebastian Bach siano state scritte per lui. La stima di cui godette presso i suoi contemporanei è testimoniata dal gran numero di composizioni a lui dedicate: tra queste, diverse composizioni di Vivaldi, presso il quale Pisendel studiò per diversi mesi tra il 1716 e il 1717.